01-12-2014 | Giornata Mondiale di lotta all’AIDS

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Quest’anno in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids,  Zonaprotetta  offre  gratuitamente e anonimamente la possibilità di  effettuare un test rapido (con risposta dopo circa 20 min) presso la sua sede a Lugano.

Zonaprotetta (già Aiuto Aids Ticino) che da quest’anno ha cambiato nome per meglio accompagnare le diverse attività di prevenzione e di tutela della salute nei gruppi bersaglio e di promozione della salute sessuale verso la popolazione generale sviluppate in quasi trent’anni dalla sua fondazione, continua a prestare una particolare attenzione alle tematiche
relative all’Hiv e all’Aids.

In occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids, Zonaprotetta offre per la prima volta il  test gratuito a tutti coloro che verranno in via Bagutti 2 a Lugano, lunedì 1° dicembre nel pomeriggio a partire dalle 14.30 fino alle 17.00.

Zonaprotetta prevede inoltre di rioffrire questa possibilità durante altri tre momenti del
mese di dicembre: giovedì 4 dicembre dalle 17 alle 18, mercoledì 10 dicembre dalle 14 alle
15 e il mercoledì 17 dicembre dalle 17 alle 18.
È possibile scriverci o telefonarci per prenotazioni o per altre informazioni.

Zonaprotetta ricorda inoltre che la prevenzione non è solo ai nuovi contagi e alla malattia, ma anche alla discriminazione che ancora pesa sulle persone sieropositive, vittime di stereotipi ed esclusioni sociali, professionali ed assicurative che traggono origine dalla mancanza di informazione, dalla ancora insufficiente elaborazione dei pregiudizi che colpiscono le persone che sono portatrici del virus Hiv. La società nel suo complesso, all’apparire dei medicamenti ha smesso di ragionare sulle discriminazioni legate alla malattia,
ma con ciò si è arrestata anche l’evoluzione civile relativamente alla convivenza con la realtà delle persone sieropositive.
Mentre nel mondo milioni di persone sono ancora senza possibilità di trattamento, e quasi 2 milioni di persone ancora muoiono ogni anno a causa dell’ Aids , nei paesi industrializzati la situazione è migliore perché le persone sieropositive hanno generalmente la possibilità di combattere fisicamente l’infezione da Hiv, ma perlopiù devono evitare di far sapere della loro malattia per non incorrere in reazioni individuali e sociali che a tutt’oggi portano alla
emarginazione affettiva, sociale o professionale.

In Svizzera sono circa 600 i nuovi casi di contagio(*) ogni anni e circa 25 mila persone (900 in Ticino) convivono con l’infezione. (* Dati aggiornati a settembre 2014 sul Bollettino dell’Ufficio federale della sanità, n. 48/14
http://www.bag.admin.ch/hiv_aids/05464/05498/05766/index.html?lang=fr )

La maggioranza ha un’ attività professionale ma quasi sempre queste persone hanno dovuto evitare di parlare delle loro infezione per non incorrere in inutili ritorsioni, esclusioni e incomprensioni.

Per tornare a riflettere sull’origine dei numerosi pregiudizi ancora presenti, Zonaprotetta patrocina l’iniziativa del Cambusateatro che venerdì 28 novembre alle ore 21.00 presso il Teatro di Minusio, in via Motta 10 (Chf 25.-/ ridotto 20.-  per info e prenotazioni info@cambusateatro.com , T. 078 863 99 92 ) propone di tornare a riflettere sugli esiti che l’epidemia ha avuto tra i giovani degli anni 90 e che hanno lasciato un segno indelebile non solo in quella generazione.

Road Movie, vincitore nel 1995 al Fringe First Award d’Edimburgo è uno spettacolo
interpretato da Angelo Di Genio, vincitore del premio Ubu 2011 (migliore attore under 30).
Joel, trentenne gay innamorato di Scott, si precipita in un viaggio coast to coast per
rincontrare l’amato, con la paura di amare e contemporaneamente della malattia che infesta
gli anni 90 americani: l’AIDS. Joel affronta le sue paure grazie agli incontri che fa durante
questo viaggio, confrontandosi con il dolore di due madri: Myra e Madiva, che hanno perso i
propri figli per questo. Chiaro è il paragone nel testo a quello che 20 anni prima era stata la
guerra del Vietnam, che, in ugual modo, aveva decimato mezza generazione di giovani
americani. E come allora altri, qui è Joel a farsi portavoce di diritti non riconosciuti, in
quanto vittime del presente.

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