La Svizzera fa troppo poco per i gay

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Tentativi di suicidio e depressione 5 volte superiori rispetto agli eterosessuali. Cosa ne pensi? Vota il sondaggio

ZURIGO – Omosessuali e bisex, negli ultimi anni, escono con più facilità allo scoperto. Il coming-out, in genere, avviene nel periodo tra i 14 e i 17 anni di età. Tutto bene fino a qui, se non fosse che è proprio questo il periodo in cui i giovani sono più vittime di bullismo.

In loro soccorso è stata creata la piattaforma “du-bist-du.ch”, che offre consulenza a omo e bisessuali.

D’altro canto è noto quanto possa pesare sullo sviluppo sociale di un adolescente la violenza del bullismo che si scatena, purtroppo spesso, contro il “diverso”. “Molti di loro sono già vittime di bullismo prima ancora di sapere di essere gay”, spiega Patrick Weber, responsabile del progetto “Tu sei tu”.

Ciò si riflette nelle cifre riguardanti il rischio di suicidio: rispetto agli uomini eterosessuali, gay e bisex hanno un’incidenza in tal senso 5 volte maggiore. A delineare questa drammatica realtà è uno studio pubblicato nel 2014.

La stessa differenza è stata notata per i casi di depressione, cinque volte maggiori nei giovani omosessuali rispetto agli etero.

Qui interviene Weber, il cui scopo è quello di aiutare i giovani a sentirsi a proprio agio. “Per loro è spesso difficile valutare le reazioni dall’ambiente. Spesso la paura è esagerata”.

Consulenti giovani per fornire assistenza – Secondo Weber, inoltre, è fondamentale che i consulenti non siano molto più grandi di coloro che cercano aiuto. “I nostri collaboratori sono giovani di età compresa tra i 19 e i 25 anni, e lavorano come volontari. Hanno già subito l’omofobia nel loro ambiente e quindi sono maggiormente in grado di comprendere e aiutare chi si trova ora nella stessa situazione”.

Nel 2013, la piattaforma ha permesso di aiutare 240 persone. L’aiuto avviene per mail o di persona. Un problema comune tra gli adolescenti gay è che non riescono ad accettare la loro identità come omosessuali.

Inoltre, molti hanno la sensazione di essere esclusi dalla società. Ma il coming-out è un grande ostacolo. “Spesso i giovani non sanno come riuscire a dichiararsi al loro ambiente, soprattutto se impregnato di omofobia”.

Piattaforma online in fase di espansione – I casi, purtroppo, non sono pochi. “In Svizzera si fa chiaramente troppo poco per omosessuali, trans e bisessuali. L’omofobia è chiaramente presente. E questo problema deve essere affrontato alla fonte”.

«Tu sei Tu” vuole quindi di ampliare la propria offerta nel prossimo futuro. Per la fine di maggio si aiuteranno anche i giovani transgender in situazioni di vita difficili. In giugno Weber vuole anche implementare nella piattaforma un sistema in grado di fornire risposte a tutte le domande importanti. Il progetto spera di ridurre così notevolmente il numero di giovani che non vedono via d’uscita.

http://www.tio.ch/News/Svizzera/Cronaca/1014538/La-Svizzera-fa-troppo-poco-per-i-gay/

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